Il progetto InfoBio – Informazione Consapevole sui Farmaci Biologici, promosso da AMICI ETS con il patrocinio di IG-IBD, continua a esplorare non solo gli aspetti clinici delle terapie per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), offrendo informazioni autorevoli e facilmente comprensibili grazie al contributo dei principali esperti italiani.
In questo nuovo episodio, il Prof. Paolo Gionchetti, Direttore del Dipartimento di Medicina Clinica e della SSD Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi e dell'Università di Bologna, risponde a una delle domande più frequenti tra i pazienti:
👉 Quando si decide di iniziare una terapia biologica o con small molecules? Quali sono i criteri clinici e diagnostici che guidano questa scelta?
Per molti anni si è pensato che i farmaci biologici fossero riservati esclusivamente alle fasi più avanzate della malattia. Oggi sappiamo che non è così.
Nel video, il Prof. Gionchetti spiega che la decisione di iniziare una terapia avanzata non dipende da un singolo fattore, ma da una valutazione complessiva che tiene conto di diversi elementi clinici e diagnostici.
Tra i principali criteri considerati vi sono:
🔹 L'attività della malattia, ovvero l'intensità dei sintomi e il livello di infiammazione presente nell'intestino.
🔹 L'estensione e la localizzazione delle lesioni, valutate attraverso endoscopie, esami radiologici ed ecografie intestinali.
🔹 La presenza di fattori prognostici sfavorevoli, che potrebbero indicare un maggior rischio di complicanze future.
🔹 La risposta alle terapie precedenti, comprese le terapie convenzionali come corticosteroidi, mesalazina e immunosoppressori.
🔹 Gli esami di laboratorio, come gli indici infiammatori e la calprotectina fecale, che consentono di monitorare l'attività della malattia.
🔹 L'impatto sulla qualità di vita, elemento sempre più importante nella medicina moderna e nella definizione degli obiettivi terapeutici.
Il Prof. Gionchetti sottolinea inoltre come l'approccio attuale sia sempre più orientato alla prevenzione del danno intestinale. L'obiettivo non è soltanto controllare i sintomi quando compaiono, ma intervenire precocemente per modificare il decorso della malattia e ridurre il rischio di complicanze, ricoveri e interventi chirurgici.
Per questo motivo, in alcuni pazienti, biologici e small molecules possono essere introdotti anche relativamente presto nel percorso terapeutico, quando il profilo clinico suggerisce che un approccio più aggressivo possa portare benefici a lungo termine.
Il messaggio chiave è che la scelta di iniziare una terapia biologica o con small molecules è sempre personalizzata e nasce dall'integrazione di dati clinici, esami diagnostici, caratteristiche individuali e obiettivi condivisi tra paziente e medico.
Guarda il video con il Prof. Paolo Gionchetti sul canale YouTube AMICI ETS.