Lunedì 16 febbraio 2026, alle ore 15:00, AMICI Italia promuove un importante momento di confronto dedicato alla Rete Regionale Siciliana per le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, a dodici anni dalla sua attivazione.
Un appuntamento che rappresenta non solo un bilancio del percorso compiuto, ma anche un’occasione concreta per discutere di innovazione, raccolta dati e gestione clinica centrata sul paziente.
Un modello di rete che guarda al futuro
L’incontro, dal titolo “Dodici anni di rete Regionale Siciliana sulle MICI: stato dell’arte e prospettive future” (come riportato nella locandina dell’evento, sarà dedicato all’analisi dell’evoluzione della rete e del suo impatto sulla presa in carico delle persone con Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa.
Al centro del dibattito:
L’organizzazione della rete siciliana
Il sistema di raccolta dei dati clinici
L’utilizzo del software dedicato
L’impatto dei farmaci biologici nella gestione delle MICI
Il valore dei dati per migliorare appropriatezza, efficacia e personalizzazione delle cure
Introduzione alla rete e alla raccolta dati
La prima parte dell’evento sarà dedicata all’introduzione alla Rete Siciliana sulle MICI e al sistema di raccolta dati, con la moderazione di:
Ambrogio Orlando
Walter Fries
Verrà presentata l’evoluzione della rete e il software utilizzato per la raccolta strutturata dei dati sui farmaci biologici e sul loro impatto nella pratica clinica.
È importante sottolineare che AMICI Italia sostiene questa iniziativa, confermando il proprio impegno concreto nel rafforzare modelli organizzativi innovativi e orientati alla qualità dell’assistenza.
Un software al servizio dei pazienti
Il sistema informatico utilizzato per la raccolta e l’analisi dei dati clinici è di proprietà di AMICI Italia.
Si tratta di uno strumento strategico che consente:
La raccolta omogenea e strutturata dei dati clinici
Il monitoraggio dell’utilizzo dei farmaci biologici
L’analisi dell’impatto terapeutico nella pratica reale
La condivisione di informazioni tra i centri della rete
La proprietà del software da parte dell’associazione rappresenta un elemento di grande valore, perché garantisce indipendenza, continuità e una visione realmente orientata ai bisogni dei pazienti.
Dati, innovazione e presa in carico
Uno dei punti centrali dell’incontro sarà il tema:
“Dai dati alla presa in carico: benefici dell’utilizzo delle informazioni cliniche per una gestione delle MICI più efficace e centrata sul paziente”
Interverranno numerosi specialisti provenienti dai centri siciliani, tra cui:
Anna Viola, Anna Maria Abbate, Maria Cappello, Salvatore Cammilleri, Domenico Caltarella, Filippo Moccario, Serena Garufi, Concetta Ferracane, Alessandro Vitello, Maria Giovanna Minnisale, Emiliano Giangreco, Simona Di Caro, Sara Renna, Cinzia Tortorella, Emanuela Di Stefano e Nino Trovatello.
L’obiettivo è chiaro: dimostrare come una raccolta dati strutturata e condivisa consenta di:
Monitorare l’appropriatezza terapeutica
Valutare l’efficacia dei trattamenti biologici
Migliorare la continuità assistenziale
Rafforzare la collaborazione tra i centri
Porre realmente il paziente al centro del percorso di cura
Perché questo evento è importante
La Rete Siciliana rappresenta oggi un esempio concreto di collaborazione clinica e organizzativa che ha saputo:
Integrare competenze multidisciplinari
Standardizzare i percorsi di cura
Valorizzare il dato clinico come strumento di miglioramento continuo
In un’epoca in cui la sanità è sempre più orientata verso la digitalizzazione e l’analisi avanzata delle informazioni cliniche, l’esperienza siciliana dimostra come i dati possano diventare uno strumento strategico per migliorare la qualità di vita delle persone con MICI.
Il ruolo di AMICI
AMICI Italia continua a sostenere e promuovere modelli organizzativi che favoriscano:
Equità di accesso alle cure
Appropriatezza terapeutica
Personalizzazione dei trattamenti
Collaborazione tra centri, professionisti e associazioni pazienti
Sostenere economicamente la rete e mettere a disposizione un software proprietario significa assumersi una responsabilità concreta: investire in strumenti che generano valore per il sistema sanitario e, soprattutto, per i pazienti.
Perché una rete funziona davvero quando mette al centro non solo la tecnologia, ma le persone.
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